La neve

cristallo di neve
Un cristallo di neve individuato al microscopio elettronico a scansione all'interno di un fiocco di neve. In secondo piano si intravedono altri cristalli tra loro sovrapposti e orientati secondo piani differenti
cristallo di neve al microscopio ottico
Cristallo di neve al microscopio ottico
pino innevato
Un alberello innevato a Monza

La neve è una forma di precipitazione nella forma di acqua ghiacciata cristallina, che consiste in una moltitudine di minuscoli cristalli di ghiaccio tutti aventi di base la forma esagonale ma ognuno di tipo diverso. Dal momento che è composta da piccole parti grezze è un materiale granulare. Ha una struttura aperta ed è quindi soffice, a meno che non sia schiacciata dalla pressione esterna.

La neve si forma nell'alta atmosfera, quando il vapore acqueo, a temperatura inferiore a 0°C fa avvenire il brinamento e passa dallo stato gassoso a quello solido e riesce a raggiungere il terreno senza sciogliersi. Questo accade quando la temperatura al suolo è minore di 2 °C e negli strati intermedi non esistono temperature superiori a 0 °C, altrimenti la neve si fonde e diventa acquaneve o pioggia.
Tuttavia, in presenza di uno o più dei seguenti fattori: violente precipitazioni, violenti moti verticali, bassa umidità, aria estremamente gelida in quota, la neve può cadere, anche se per brevi periodi, con temperature positive superiori ai 2 °C (se l'aria nei bassi strati è abbastanza secca la neve può giungere al suolo anche con temperature fino a + 6 °C).
Se la temperatura lo consente, è possibile produrre neve artificiale con cannoni appositi, che tuttavia creano piccoli granelli più simili a neve tonda che non a neve propriamente detta.

Tipi di neve

La neve finissima e leggera si chiama nevischio. La neve mista a pioggia e parzialmente fusa, con tracce di cristallizzazione, è detta invece acquaneve.
I piccoli granelli di ghiaccio bianco (non trasparente come la grandine) si chiamano neve tonda o semplicemente "neve granulare". Quando i granelli hanno un nucleo opaco di cristalli di neve, circondato da uno strato trasparente di ghiaccio, si chiamano gragnola.
Una leggera caduta di neve si chiama "imbiancata", mentre una tempesta di neve intensa si chiama tormenta o bufera (se accompagnata da forte vento). Il vento forte misto a neve, tipico dell'Antartide (che a volte supera i 200 km/h), si chiama blizzard.
Uno "scaccianeve" non è propriamente una precipitazione ma una forte tempesta di vento che solleva la neve caduta in mulinelli simili a una vera tormenta.

A seconda delle condizioni atmosferiche e della temperatura, la neve a terra può avere una consistenza molto diversa. Appena caduta, se si è sotto zero, la neve ha consistenza leggera e polverosa, mentre se si è sopra zero i fiocchi si uniscono in agglomerati più grandi, e a terra diventa molto pesante, e facilmente compattabile, la migliore per fare le palle di neve.
Se nel secondo caso la temperatura scende successivamente sotto zero, cosa molto frequente in pianura, la neve ghiaccia, e prende la consistenza di polvere mista a ghiaccio, e non si può più utilizzare per costruzioni o palle di neve.
Se invece nevica sotto zero, e poi la temperatura va sopra zero, cosa molto frequente in montagna, la neve diventa un po' più pesante. Successivi passaggi sopra e sotto zero generano la neve trasformata, che è molto compatta, quasi come in pista, ed è il tipo di neve che si trova a volte in primavera.
Il vento invece forma una crosta, molto rigida e spessa sopra la neve polverosa, meno spessa sulla neve più molle. Talvolta si può vedere una leggera colorazione rosa a strati nella neve caduta: è la sabbia che arriva con il vento dal Sahara.

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Occorrenza della neve

Lamon
Nevicata primaverile a Lamon
Monza
Una via di Monza coperta di neve nel gennaio 2009.
Tricarico
Tricarico (MT) coperta dalla neve nel dicembre 2006

Le nevicate possono variare in durata e posizione geografica, in funzione di alcuni fattori come la latitudine, l'altitudine, l'orografia ed altri che condizionano il tempo in generale. Di solito le nevicate a bassa quota sono rare nelle regioni al di sotto dei 35° di latitudine e sulle coste occidentali dei grandi continenti, essendo più esposte ai venti di Ponente tipici delle medie latitudini e provenienti in questo caso dall'oceano, più caldo della terraferma durante l'inverno.
Alcune cime montuose hanno una copertura perenne di neve, come quelle Himalayane al di sopra dei 5000 metri, quelle alpine dai 3000 metri in su e il monte Kilimangiaro in Tanzania, pur essendo molto vicino all'Equatore. Invece molte zone polari hanno precipitazioni molto scarse e quindi relativamente poca neve, nonostante il clima gelido.

Conifere innevate ad Arina
Conifere innevate ad Arina

Nevicate consistenti spesso creano danni alle infrastrutture e bloccano la circolazione e i servizi, talvolta anche in zone dove ciò accade con frequenza. Interruzione dell'elettricità, dei servizi telefonici e di altre infrastrutture di base sono comuni nel caso di tempeste di neve. Spesso le scuole e altri uffici rimangono chiusi. In posti dove la neve è più rara questi problemi possono presentarsi anche con accumuli più modesti, tanto che le persone abituate ad abbondanti nevicate possono scherzare sui blocchi della circolazione stradale per pochi centimetri di neve.

Record

La maggior quantità di neve fresca caduta in un inverno è stata misurata negli Stati Uniti al Mount Baker, dove nell'inverno 1998/99 sono caduti 2895 cm di neve.
Il maggior spessore di neve fu misurato il 10 marzo 1920 a Tamarack, California, al suolo c'erano ben 1153 cm di neve.
La più intensa nevicata in 24 ore: tra il 29 ed il 30 dicembre 1917 caddero 198 cm di neve a Gressoney-La-Trinitè, in Val d'Aosta.
Secondo il Guinness dei primati, il fiocco di neve più grande mai osservato e riferito ai media è stato di 38 cm di larghezza e 12 cm di spessore. Caduto nel Montana, Gennaio 1887.

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Utilizzi vari della neve

Monza
Paesaggio innevato adiacente alla SS 36 scattata a Monza nel 2009.

Forme di divertimento basate sulla neve:
Usi sportivi, come lo sci e lo snowboard.
Come mezzo di trasporto: ad esempio lo slittino, o farsi trainare da una slitta.
Costruire un pupazzo di neve o un castello di neve.
Fini ludici, tra cui va ricordato il lanciarsi palle di neve (o "pallate") create comprimendo la stessa con le mani, una forma di battaglia giocosa diffusa un po' ovunque.
La neve compressa può essere usata per materiale da costruzione come gli igloo degli Inuit (eschimesi) o gli "alberghi di ghiaccio" in Scandinavia e Finlandia, e in alcune zone del mondo è anche impiegata come refrigerante per la conservazione dei cibi.

Geometria

Diverse geometrie dei cristalli di neve
Diverse geometrie dei cristalli di neve

Una domanda interessante è perché i bracci dei cristalli di neve che formano i fiocchi siano perfettamente simmetrici e non ci siano due cristalli di neve uguali. La risposta risiede nel fatto che la distanza "tra" i cristalli di neve è molto maggiore di quella "dentro" i cristalli di neve.

Data la simmetria iniziale esagonale della struttura cristallina del ghiaccio comune (derivante direttamente dalla struttura molecolare dell'acqua), i bracci del cristallo di neve crescono indipendentemente in un ambiente che è ritenuto molto variabile in temperatura, umidità e così via. Questo ambiente è ritenuto relativamente omogeneo nello spazio di un singolo fiocco e questo porta i bracci a crescere in modo molto simmetrico, rispondendo in modo uguale a un ambiente uguale, come alberi non imparentati tra loro rispondono ai cambiamenti ambientali facendo crescere serie simili di anelli nel tronco. La differenza nell'ambiente su scale molto più grandi di un cristallo di neve conduce alla mancanza di uguaglianza osservata tra le forme di cristalli differenti.
Comunque il concetto che due cristalli di neve non possano assolutamente essere uguali è scorretta. Infatti è perfettamente possibile, anche se improbabile, che due cristalli possano essere identici, a patto che le condizioni ambientali siano abbastanza simili: sia che i cristalli crescano abbastanza vicini l'uno all'altro sia anche per puro caso.

La Società Meteorologica Americana ha riportato che due cristalli identici sono stati trovati da Nancy Knight del Centro Nazionale per la Ricerca Atmosferica il 1º novembre 1986. I cristalli non erano "fiocchi" dendritici nel senso comune del termine ma piuttosto semplici piastre esagonali prismatiche.

Tratto da Wikipedia, voce "Neve"

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